Titolo: Centuria
Volume: 4
Storia: Tohru Kuramori
Disegni: Tohru Kuramori
Casa editrice: Planet Manga
Data pubblicazione: 15/01/2026
Riassunto:
Arkos, dominatore dell’acqua, dimostra fin da subito la superiorità del suo potere: con un attacco preciso recide il braccio sinistro e la mano destra di Julian. È uno scontro brutale, sbilanciato. Julian è mutilato, sanguinante, ma non arretra. Continua a combattere e riesce perfino a ferire gravemente il principe. Arkos, resosi conto del pericolo, decide di chiudere lo scontro senza esitazioni: fa esplodere la testa del ragazzo. È in quel momento che accade qualcosa di impensabile. Julian consuma per la prima volta una delle sue cento vite. Il suo corpo si rigenera completamente. Torna in piedi, integro. E questa volta non è più in svantaggio: con un contrattacco fulmineo decapita Arkos. Ma il principe non è ancora sconfitto. Grazie al controllo dell’acqua riattacca la propria testa e trascina Julian in mare, convinto di avere il dominio assoluto nell’oceano. È un errore fatale. Il mare, che dovrebbe essere l’arma definitiva di Arkos, diventa la causa della sua rovina. Julian diventa immune agli attacchi acquatici e ribalta definitivamente lo scontro. Arkos viene eliminato.
Nel frattempo, Elstri fa ritorno al palazzo imperiale, accecata dal desiderio di vendetta. Arriva perfino a contravvenire agli ordini del sovrano pur di organizzare un gruppo capace di eliminare Julian e Diana.
Julian, invece, compie una scelta opposta alla spirale di odio: lascia il villaggio insieme a Titi e Diana, deciso a raggiungere un paese straniero per cercare una vita di pace.
Commento:
Arkos si conferma un avversario di altissimo livello. Il suo potere è, sulla carta, devastante: può controllare tutta l’acqua che riesce a vedere. È lecito chiedersi come possa “vedere” persino le molecole d’acqua, ma l’opera non entra nel dettaglio e probabilmente è giusto accettarlo come presupposto narrativo. Il suo dominio si estende persino all’acqua contenuta nel sangue, ed è proprio questo che gli permette di sopravvivere dopo la decapitazione. Tuttavia, il potere non è onnipotente: non può intervenire su vertebre, nervi o tessuti recisi. In pratica, Arkos tiene insieme il proprio corpo grazie al controllo costante dell’acqua. Se per qualsiasi motivo dovesse interrompere l’abilità, morirebbe all’istante. Ed è qui che entra in gioco l’errore fatale. Nonostante il controllo dell’oceano, Arkos dimentica un dettaglio fondamentale: i poteri di Julian derivano dal Dio del Mare. Proprio quella divinità gli ha concesso immunità totale a qualsiasi pericolo proveniente dal mare. Il luogo che per Arkos rappresenta il dominio assoluto diventa, per Julian, il terreno perfetto.La sconfitta del principe non è solo fisica: è concettuale.
Arkos muore perché non comprende davvero la natura del potere che sta affrontando.
Le 100 vite di Julian
In questo volume Julian consuma per la prima volta una delle sue cento vite. Nel primo volume aveva perso la sua vita “umana”; ora inizia a utilizzare quelle concesse dalla divinità. La rigenerazione è totale: il corpo torna perfettamente integro. Ma c’è un dettaglio poetico e malinconico che eleva la scena — l’anima della vita che lo abbandona lo saluta un’ultima volta. È un momento silenzioso, quasi struggente. Ogni resurrezione non è gratuita: qualcosa se ne va per sempre. Poi arriva la parte più controversa. Julian concede ad Arkos una morte lenta e dolorosa. Quando il principe tenta di riemergere per respirare, Julian lo blocca e gli chiede: “Ti stai ancora divertendo?” È crudele. È vendicativo.
Ed è difficile non pensare che Arkos se lo meriti. Qui l’opera gioca con il lettore: ci porta a provare soddisfazione per un’esecuzione spietata. Non è un momento eroico. È una discesa morale. E questo rende Julian molto più interessante di un semplice protagonista “giusto”.
Elstri e il Re
Se Arkos rappresenta l’arroganza del potere, Elstri incarna l’ossessione. L’oracolo è disposta a contravvenire agli ordini del Re pur di eliminare Diana. Raduna individui con abilità speciali pescandoli tra la feccia del regno, dimostrando una determinazione quasi fanatica. La vera sorpresa, però, è il sovrano. Il Re si rivela inaspettatamente coscienzioso: non vuole sacrificare i propri sudditi per una caccia alla strega. Decide di rinunciare alla persecuzione per evitare ulteriori vittime. Secondo la sua visione, il destino lo porterà comunque a scontrarsi con Julian e Diana, e quando accadrà affronterà la situazione personalmente. È una posizione incredibilmente lucida. Pochi leader sceglierebbero di non intervenire “a ogni costo”. Ma il problema è evidente: Elstri, agendo nell’ombra, rischia di diventare lei stessa il motore della profezia che vuole scongiurare. E qui Centuria introduce un tema chiave: la profezia si compie perché qualcuno tenta di evitarla.
Sistema dei poteri
L’autore chiarisce finalmente una distinzione importante:
Ereditari – come Arkos.
Il potere deriva dalla linea di sangue. Non si discosta troppo da quello del genitore, ma può evolversi leggermente tramite allenamento e inclinazione personale.Benedetti – come Julian.
Il potere nasce da un contratto con una divinità. È immensamente superiore e, in determinate condizioni ambientali, può amplificarsi in modo sproporzionato.
Julian in mare è praticamente invincibile:
può respirare, muoversi a velocità elevatissima ed è immune a qualsiasi attacco proveniente dall’oceano.
Questa distinzione è interessante perché crea un sistema gerarchico naturale tra i poteri, ma introduce anche un rischio narrativo: i benedetti potrebbero diventare troppo dominanti se non verranno bilanciati con attenzione.